[...] Vi chiamate Amici della Croce. È un nome grande che mi riempie di stupore e ammirazione. È un nome più splendente del sole, più elevato del cielo, glorioso e magnifico più dei titoli grandiosi di cui si fregiano re e imperatori. E il nome sublime di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. È il nome inconfondibile del cristiano.

 

Se lo splendore di un tale nome mi rapisce, rimango sbigottito di fronte al suo peso. Quanti obblighi necessari e difficili racchiude infatti! Lo stesso Spirito Santo li esprime. «Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato».

 

Amico della Croce è colui che Dio sceglie tra diecimila persone che vivono secondo i sensi e la semplice ragione, perché sia un uomo tutto di Dio, elevato al di sopra della ragione e in contrapposizione totale ai sensi, con una vita e una luce di fede pura e un amore ardente per la Croce.

 

Amico della Croce è un re onnipotente e un forte eroe che vince il demonio, il mondo e la carne nelle loro tre concupiscenze. Con l'amore alla umiliazione egli abbatte l'orgoglio di Satana; con l'amore alla povertà debella l'avarizia del mondo; con l'amore alla sofferenza smorza la sensualità del corpo.

 

Amico della Croce è l'uomo santo e distaccato da ogni cosa terrena. Il suo cuore s'innalza al di sopra di quanto è caduco e destinato a perire. La sua patria è nei cieli. Vive quaggiù come straniero e pellegrino, senza lasciarsi affascinare dalle cose del mondo, che osserva dall'alto con sguardo di indifferenza e calpesta con disdegno.

 

Amico della Croce è la nobile conquista di Gesù Cristo crocifisso sul Calvario, in unione con la sua santa Madre. È un Ben-Oni o Beniamino figlio del dolore e della destra, generato dal suo cuore dolorante, nato dal suo fianco trafitto e tutto imporporato del suo sangue. Per questa sua nascita cruenta, egli non respira che Croce, sangue e morte al mondo, alla carne e al peccato, al fine di condurre sulla terra una vita nascosta con Cristo in Dio.

 

Infine, Amico della Croce è colui che porta veramente il Cristo. O meglio, è un altro Gesù Cristo e quindi può ripetere in verità: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me». [...]

 (Dalla "Lettera circolare agli Amici della Croce" di San Luigi Maria Grignon da Montfort)

 

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